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Introduzione

«Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli alberi secchi e rovesciati per terra e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c’erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.»
— Dino Buzzati, Bàrnabo delle montagne
Una montagna è un gioco per tre persone. Si tratta di un invito a esplorare, tramite le immagini di un massiccio, la storia di una montagna vista con gli occhi (e narrata con le parole) di uno sparuto gruppetto di spiriti.*
Essi, infatti, sono stati convocati in una radura dalla Montagna che li ospita. Memore dei tempi passati e preoccupata per il futuro, sempre più spesso la Montagna è contenta di riunire i suoi vecchi amici e ascoltare le loro storie.
Ogni partita dura un’ora, sempre che i vostri spiriti abbiano sufficiente fiato in corpo per poterla raccontare. Oltre a essere tormentati e lunatici, si sa che essi sono litigiosi per natura e dotati di una forte personalità.
Per giocare è sufficiente leggere queste istruzioni insieme, ad alta voce.
* Ho tentato di trovare una definizione efficace per il termine spirito, ma la voce sull’enciclopedia Treccani contiene quasi tremila parole, a dimostrazione della natura multiforme e ineffabile del nostro. Pertanto scegliete pure la definizione che più vi piace; in ogni caso sappiate che sarà diversa da quella dei vostri amici. In fondo va bene così.